Abitare la battaglia. Jean-Marie Straub, cinema non consolatorio

Voi state bene!
Per i morti non c’è disonore.
Soffoca l’odio
per gli assassini morti!
Lo lava l’acqua più pura
il peccato dell’anima che s’invola.

Voi state bene!
Ma io,
in mezzo alle schiere,
in mezzo allo strepito,
come porterò l’amore al vivente?
Inciamperò:
e la briciola dell’ultimo amoruccio
per sempre affonderà in un gorgo di fumo

Vladimir Majakovskij, Guerra e Universo, 1917

«La non-riconciliazione, è anche un modo di fare i film, un modo di fabbricarli. È il rifiuto ostinato di tutte le forze di omogeneizzazione. Essa trascina Straub e Huillet verso ciò che potremmo chiamare “una pratica generalizzata della disgiunzione”. Disgiunzione, divisione, fissione, il prendere sul serio il celebre “uno si divide in due”. Lo sguardo e la voce, la voce e la sua materia (la sua “grana”), la lingua e i suoi accenti fanno, come dice Zhou Enlai, “dei sogni differenti nello stesso letto”. I film: il letto in cui ciò che è disgiunto, non riconciliato, non riconciliabile, viene a recitare l’unità, a sospenderla, a simularla. Non una facile arte di spostamento, ma la testa e la croce simultanee di un solo e unico pezzo, mai giocato, sempre rilanciato, inscritto da un lato (il lato delle Tavole della legge: Mosè), enunciato dall’altro (il lato dei miracoli: Aronne)».

Serge Daney, Una tomba per l’occhio

Immagine

martedì 24 aprile dalle 17 | Cinema Sala Trevi – Vicolo del Puttarello 25

ore 17.00

Moses und Aron (Mosè e Aronne, 1974)

Regia: Jean-Marie Straub, Danièle Huillet; testo e musica: Moses und Aron di Arnold Schonberg; fotografia: Ugo Piccone, Saverio Diamanti, Gianni Confarelli, Renato Berta; montaggio: J. M. Straub, D. Huillet; direzione musicale: Michael Gielen; interpreti: Louis Devos, Gunther Reich, Eva Csapò, Roger Lucas, Richard Salter, Werner Mann, Ladislav Illavsky; origine: Austria/ Italia/Germania; produzione: Straub/Huillet, ORF, ARD, HR, Janus Film, NEF, Taurus Film, ORTF, Rai;  durata: 105’

«In partenza quello che ci interessava di più erano i rapporti, molto dialettici e violenti, che Mosè e Aronne stabiliscono tra loro e nei confronti del coro, che rappresenta il popolo. Moses und Aron è anche l’occasione di fare un’operazione diametralmente a Chronik der Anna Magdalena Bach. Forzando un po’, si può dire che Chronik è un documentario sulla musica, un film musicale documentaristico, mentre Moses und Aron, in cui l’orchestra non si vede mai, è un film musicale drammatico» (Straub).

ore 19.00

Dalle parole all’utopia (2012)

di Donatello Fumarola e Alberto Momo; durata: 45’

Brani da una conversazione con Jean-Marie Straub. Introduzione, a mo’ di frammento, di un progetto di mappatura e rimessa in gioco dello stato del cinema costituito da più di 70 ore di conversazioni con alcuni dei cineasti che ne hanno segnato, negli ultimi decenni, il dislimite, la gloria bastarda, l’inconsolabile forza rigeneratrice.

a seguire

Un Héritier (2011)

Regia: Jean-Marie Straub; testi: da Au service de l’Allemagne di Maurice Barrés; fotografia: Renato Berta, Christophe Clavert; montaggio: Catherine Quesemand; interpreti: Joseph Rottner, Jubarite Semaran, Barbara Ulrich; origine: Francia/Corea del Sud; produzione: Jeonju International Film Festival, Les Fées Productions, Belva Gmbh; durata 22’

Nel 1994, Jean-Marie Straub e Danièle Huillet realizzarono Lothringen!, un adattamento del romanzo Colette Bodauche di Maurice Barrès. Nel 2010, Jean-Marie Straub va in Alsazia per girare il secondo film della serie Barrès, tratto questa volta dal romanzo Au service de l’Allemagne, scritto nel 1905 e ambientato sul Mont Saint Odile. Come Joseph, il protagonista del libro, Jean-Marie Straub si incammina sul monte seguendo il percorso di un giovane dottore di campagna.

* Versione francese con sottotitoli italiani

a seguire

Schakale und Araber (2011)

Regia: Jean-Marie Straub; testo: dal racconto Sciacalli e arabi di Franz Kafka; fotografia e montaggio: Christophe Clavert; interpreti: Giorgio Passerone, Jubarite Semaran, Barbara Ulrich; origine: Svizzera; produzione: Belva GmbH; durata: 11’

Sciacalli, arabi ed europei, muta, massa, individuo – secondo Deleuze –: chi risolverà l’enigma del mondo in questo racconto di Kafka?

* Versione tedesca con sottotitoli italiani

a seguire

L’Inconsolable (2011)

Regia: Jean-Marie Straub; testi: da Dialoghi con Leucò di Cesare Pavese; fotografia: Renato Berta, Christophe Clavert; montaggio: Catherine Quesemand; interpreti: Giovanna Daddi, Andrea Bacci; origine: Francia; produzione: Les Fées Productions, Belva GmbH; durata: 15’+15’

Vous montrez les deux versions ?

Con L’Inconsolable Jean-Marie Straub continua a mettere in scena i Dialoghi con Leucò di Cesare Pavese, progetto avviato nel 1978 con Dalla nube alla Resistenza e poi ripreso nel 2006, 2007 e 2008 con Quei loro incontri, Il ginocchio di Artemide e Le streghe.

ore 21.00

Von heute auf Morgen (Dall’oggi all’indomani, 1996)

Regia: Jean-Marie Straub, Danièle Huillet; musica: dall’opera omonima di Arnold Schonberg su libretto di Max Blonda; fotografia: William Lubtchansky, Irina Lubtschansky, Marion Befve; scenografia: Max Schoendorf, Jean-Marie Straub, Danièle Huillet; montaggio: J. M. Straub, D. Huillet; direzione musicale:  Michael Gielen; interpreti: Richard Salter, Christine Whittlesey, Annabelle Hahn, Claudia Barainsky, Ryszard Karczykowsky; origine: Francia, Germania; produzione: Straub-Huillet, Pierre Grise, Martine Marignac, in collaborazione con Hessischer Rundfunk, Dietmar Schings, Leo Karl Gerhartz, Hans-Peter Baden;  durata: 105’

Era un’occasione per lavorare su un’opera fatta secondo il punto di vista di una donna, dopo tutti quei maschi: Kafka, Corbeille, Holderlin… perché l’autore della sceneggiatura – se la si può chiamare così – era una donna, Gertrud Schonberg. Si può essere, naturalmente, dei cineasti molto femminili, come Mizoguchi o Dreyer, ma è sempre ad ogni modo un punto di vista maschile. È il punto di vista dell’inquisizione. Che cos’era l’inquisizione? Dei maschi che hanno bruciato trentamila donne. Bene, questo è un film inventato da una donna. Che, in più, era ebrea; è importante, si trattava di una duplice esclusione.

* Copia proveniente dal Museo del Cinema di Torino

  * * *

Programma a cura di Fulvio Baglivi e Boudu*, in collaborazione con Fuori Orario e Belva productions

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2 thoughts on “Abitare la battaglia. Jean-Marie Straub, cinema non consolatorio

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